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CAMBIAMENTI METEO-CLIMATICI IN
EUROPA
Per molto tempo l’attenzione maggiore da
parte dei climatologi e dell’opinione pubblica è stata rivolta
verso il fenomeno climatico di El
Nino e della
Southern Oscillation (SO)
poichè in grado di determinare, nelle sue
manifestazioni più violente, disastrosi effetti sui Paesi più
direttamente interessati balzando spesso sulle prime pagine dei
giornali. La notevole importanza data al fenomeno è stata anche
giustificata dal fatto che gli studiosi hanno scoperto notevoli
riflessi sul clima non solo sul Pacifico equatoriale, dove esso
si verifica, ma su molti altri Paesi che si trovano anche molto
distanti a causa dello stravolgimento delle condizioni
atmosferiche ed oceaniche.
Ma negli ultimi anni l’Europa sta subendo un susseguirsi di
stagioni “anomale” unite a fenomeni meteorologici a volte
violenti e questo ha fatto si che l’attenzione tornasse sui
“fatti di casa nostra”.
Alcuni di voi avranno sentito notizie o letto articoli tipo “La
NAO si è inceppata, l’Europa colpita da forti precipitazioni”,
“Le stagioni cambiano, è tutta colpa dell’effetto serra?” oppure
“La NAO positiva lascia l’Italia all’asciutto”. Spesso le
cronache e anche Meteo Ostia hanno parlato del mancato arrivo
durante la scorsa estate dell’anticiclone delle Azzorre, sugli
inverni asciutti e caldi e via dicendo.
Nel precedente articolo (Condizioni
meteo-climatiche in Europa)
abbiamo visto quali sono i fattori che determinano e influenzano
le condizioni meteo-climatiche in Europa e quali sono le
condizioni "medie". Su queste basi possiamo ora procedere
descrivendo brevemente quello che sta accadendo negli ultimi
anni, se tutto cio può essere considerato normale oppure
effettivamente qualcosa stia cambiando e se è possibile
ricondurlo, come si sente spesso dire, al surriscaldamento del
pianeta. Naturalmente poi daremo uno sguardo ai possibili
scenari futuri ipotizzati dagli esperti dopo gli ultimi studi.

Non vi è dubbio, le condizioni
meteo-climatiche sono cambiate rispetto al passato, lo dicono
gli esperti, ne parlano le cronache e lo viviamo noi stessi
tutti i giorni.
Nell'ultimo rapporto dell' ECA (
European Climate Assessment )
presentato all'OMM nel 2002 basato sull'analisi di serie
giornaliere di oltre 200 stazioni
meteo dislocate in Europa e in Medio Oriente,
si parla di precipitazioni che
tendono ad
evolvere verso valori sempre più estremi
e di cambiamenti sistematici nelle
temperature estreme in tutta Europa.
La tendenza al riscaldamento è stata accompagnata da una
diminuzione del numero di giorni più freddi della media e da un
aumento dei giorni più caldi.
Per quanto riguarda le precipitazioni, sull'Europa continentale
la tendenza è per un generale aumento mentre sull'Italia per una
diminuzione specie in inverno e anche se questo può sembrare
strano vedremo come tutto ciò faccia parte di un unico disegno.
Inoltre si evidenzia una riduzione dei giorni di pioggia
corrisposto però da un aumento dei quantitativi giornalieri
(quindi più intensità), effetto che si pensa sia dovuto
all'accelerazione del ciclo dell'acqua ad opera del
surriscaldamento.
Nonostante tali cambiamenti siano rilevanti, la maggior parte
delle persone tendono a sottovalutarli o semplicemente a
ignorarli.... almeno fin quando le cronache non cominciano a
parlare del verificarsi di fenomeni meteo-climatici particolari
ad essi connessi che vanno da condizioni di
siccità
(con relativi
problemi di approvvigionamento d'acqua potabile, incendi e danni
all'agricoltura)
fino ad arrivare ad
alluvioni e
fenomeni
estremi
(con relativi danni al territorio, a cose e persone).
A questo punto si ricomincia a parlare delle possibili cause e
le domande sono sempre le stesse, siamo di fronte a cambiamenti
per così dire "normali" dovuti ad oscillazioni a lungo termine
del clima oppure a cambiamenti da ricollegare all'attività umana
?
Gli ultimi studi tendono a confermare che variazioni così
repentine e sistematiche sono difficilmente riconducibili a
variazioni climatiche "naturali" e quindi si deduce che l'uomo
possa avere molto probabilmente un ruolo primario su tutto ciò.
Nell'indifferenza dei governi di tutto il mondo che non trovano
il ben che minimo accordo sulla riduzione delle emissioni di
CO2 in
atmosfera, l'effetto serra amplifica i suoi effetti.

Concentrazione in atmosfera di CO2
Anche a livello europeo gli esperti,
attraverso i loro studi e le simulazioni con modelli climatici
globali molto sofisticati, tendono sempre più a ricollegare le
variazioni meteo-climatiche all'effetto serra che oltre ad avere
un impatto diretto sulle temperature medie andrebbe ad incidere
sullo stato della famosa NAO -
North Atlantic Oscillation (vedi
Condizioni meteo-climatiche in Europa)
attraverso un meccanismo particolare: a quanto sembra, il
maggior riscaldamento dei bassi strati atmosferici farebbe si
che l'atmosfera si espanda e per effetto di tale espansione la
stratosfera tenda a raffreddarsi andando a rafforzare il famoso
VORTICE POLARE
presente alle alte latitudini che come
sappiamo è la profonda depressione che si estende da terra
(anche se proprio a terra è sostituita da un'alta pressione di
origine termica) fino a tutta la stratosfera. Il vortice polare
abbiamo visto che alimenta il nostro
ciclone dell'Islanda
(..e non solo..) in particolare nel periodo freddo e proprio per
questo motivo dal rafforzamento del primo si ha di conseguenza
un rafforzamento del secondo. Per effetto poi dell'oscillazione
nord atlantica (NAO) si ha anche un rafforzamento del
celeberrimo anticiclone delle
Azzorre. Se ci pensate bene tutto
ciò corrisponde a condizioni di NAO
POSITIVA...proprio la condizione
che si sta registrando con insistenza negli inverni di questi
ultimi anni...
Anche se si è visto che l'indice
NAO cambia segno mediamente ogni
30-40 anni
e in questo momento ci troviamo
teoricamente verso la fine di una fase positiva,

la
particolarità di questi ultimi anni è che si osserva un
persistere di tale stato unitamente ad una amplificazione dei
picchi raggiunti dall'indice in particolare verso l'alto e
sembra che sia proprio questo a favorire il verificarsi di
episodi molto intensi di maltempo in particolare sull'Europa
continentale.
In condizioni di
NAO
POSITIVA
infatti si
verifica un "inasprimento" dello scontro fra i due centri di
pressione che provoca un incremento notevole dell'attività
perturbativa che tende a colpire l'Europa continentale spesso
unitamente a forti venti (anche superiori ai 100 km/h) generati
dal forte dislivello barico.
Negli ultimi 20 anni si ricordano diversi eventi estremi, quelli
che i meteorologici chiamano
"le
tempeste del nord Europa"
tra cui
senza dubbio ricorderete
LOTHAR
ribattezzata
"la tempesta del secolo"
che nei giorni prossimi al Natale del
1999
originatasi sull' Oceano Atlantico si mosse ad oltre
120 Km/h
abbattendosi dapprima sulle coste francesi passando poi per la
capitale dove i venti raggiunsero i
170 Km/h
facendo
molti danni. Subito dopo si spostò provocando altri danni sulla
Germania e poi sulla Polonia dove poi si dissolse.
Impressionante il numero di alberi sradicati.

Centinaia di migliaia di alberi abbattuti da LOTHAR
Frane e detriti nei torrenti e nei fiumi
Come vedete su
queste cartine le condizioni atmosferiche sono state decisamente
negative con forte dislivello delle isoipse, isobare e di
temperature. Dalla situazione barica al suolo risalente
all'evento, è possibile chiaramente osservare oltre al profondo
minimo barico di LOTHAR
con i suoi
962 hPa
anche la decisa condizione di NAO
POSITIVA
con ciclone dell'Islanda a
953 hPa
e anticiclone delle Azzorre a 1035 hPa
!

Pressione
s.l.m + geopot. 500 hPA Pressione + fronti a
terra Temperature a 850 hPa
Con questo non si
puo comunque affermare che gli
eventi
estremi
siano aumentati poichè le statistiche mostrano un andamento
pressochè stabile rispetto al passato.
Facciamo ora un
passo verso casa:
che cosa
sta accadendo in Italia
?
Sostanzialmente da noi fa mediamente più caldo e piove meno. La
temperatura media è aumentata negli ultimi 20 anni di
0.6-0.8°C
(Dati Centro Epson Meteo) mentre le precipitazioni sono
calate del
14%
(Dati Centro Epson
Meteo) con la maggiore riduzione in inverno. Anche per l'Italia
vale il trend che vede una decisa
riduzione dei
giorni di pioggia
associata ad una
maggiore
intensità
dell'evento e anche i nostri esperti stanno conducendo studi che
possano giustificare questa tendenza con l'accelerazione del
ciclo dell'acqua a causa dl riscaldamento globale.
Il discorso delle precipitazioni va ancora un attimo
approfondito perchè nonostante il dato finale sia questo, nel
corso dell'anno le cose sono molto cambiate.
In
inverno
le precipitazioni stanno subendo il maggior calo e anche in
questo
caso si deve parlare di NAO POSITIVA.
Con il rafforzamento dei due centri di pressione infatti,
l'Europa continentale tende a fare i conti con le perturbazioni
mentre l'Italia ad essere protetta dall'espansione
dell'anticiclone delle Azzorre rimanendo per così dire
"all'asciutto".
L'altra grande variazione si registra nella
stagione
autunnale
in
particolare durante gli ultimi 10 anni, periodo in cui i dati
mostrano un deciso incremento delle precipitazioni segnato a
scala nazionale da
un
+25%
(Dati Centro Epson
Meteo)
ma con punte quasi
doppie al nord. Le cause sembrano essere almeno due, la prima è
ancora lo
stato della NAO e la
seconda è il
surriscaldamento delle acque del Mediterraneo.
A
differenza dell'inverno in questa stagione la NAO tende sempre
più ad assumere maggiore frequenza di
INDICI NEGATIVI
rispetto al
passato e per questo motivo le perturbazioni sono più libere di
arrivare fino a noi. La componente fondamentale però rimane il
surriscaldamento del Mediterraneo. In estate si è visto che a
causa delle temperature mediamente più alte anche il mare tende
ad essere più caldo e tutto questo calore immagazzinato, quindi
energia e umidità, viene rilasciata nell'arco dell'autunno dando
man forte alle perturbazioni atlantiche in arrivo.

Anomalia di
temperatura del 25-06-2002 ore 12z
Durante lo
scorso anno anche sul nostro litorale abbiamo dovuto fare i
conti col maltempo, una tromba d'aria e cinque trombe marine a
Settembre per poi arrivare all'emergenza maltempo del 1 Novembre.
Infine parliamo dell'estate,
la stagione che al sud si vive con temperature sempre più alte e
piogge sempre meno abbondanti. E' la stagione in cui nonostante
le precipitazioni non siano numerose, prende rilievo il singolo
evento che la memoria ricollega a diversi fenomeni estremi
verificatisi al centro e soprattutto al nord. Ricordiamo nel
Giugno 2001 un evento classificato come
tornadico F0-F1
e a Luglio
2001 presso Arcore classificato come
F3
che in soli
30 minuti fece ingenti danni ma molte sono state anche le
trombe
d'aria e marine
che in particolare nel 2002 sono raddoppiate come numero di
episodi rispetto agli anni precedenti. Anche sul nostro litorale
abbiamo avuto una tromba d'aria a Fiumicino in Agosto.

Foto a cura
di meteoostia.it
C'è chi parla
di
accelerazione del
clima globale
o chi
comincia a rafforzare la tesi della cosiddetta
"tropicalizzazione del clima mediterraneo",
sempre dovuto al riscaldamento, con un
graduale
avanzamento verso nord delle fascie climatiche che per l'Italia
potrebbe significicare in particolare
siccità
e "fenomeno della desertificazione"
al sud
oltre ad un
mutamento
generale nel regime delle piogge
con
alternanza di un periodo secco ad uno delle piogge proprio come
ai tropici. "Tropicalizzazione" che per la verità almeno per
quel che riguarda il mare sembra già in atto. In un
interessantissimo articolo pubblicato nel 2000 su
"LE SCIENZE"
intitolato
"Il Mediterraneo come i tropici"
si parla del rapido aumento negli ultimi anni delle specie
ittiche che si sono trasferite dal Mar Rosso (circa 40) e
dall'Atlantico sub tropicale (circa 30) che si stanno imponendo
sulle specie presenti alterando la catena alimentare. Fra le
possibili cause spiccano l'aumento delle temperature, gli scarsi
nutrienti, la salinità e il basso contenuto d'ossigeno che in
particolare nel Mediterraneo orientale hanno portato ad un
impoverimento delle nostre specie favorendo quelle provenienti
dal Mar Rosso più adattabili appunto agli sbalzi di temperatura
e salinità.
Cosa ci si
attende per il futuro ?
Impossibile dirlo con certezza,
climatologi, meteorologi, fisici, matematici e tanti altri
studiosi in tutto il mondo sono al lavoro da anni per sciogliere
questo dubbio e col passare del tempo stanno cercando di
affinare le tecniche per ottenere proiezioni sempre più
attendibili. Aumentano gli studi sul passato (paleoclimatologia)
che siano legati ai carotaggi sui ghiacciai, allo studio dei
fusti degli alberi (dendrologia) o all'analisi dei sedimenti sui
fondali oceanici, migliorano sempre più i modelli climatici
sviluppati su computer sempre più potenti ma gli
scenari possibili continuano ad essere molti...
Molti anche perchè gli interessi in gioco sono molti ed è facile
che nella scienza si infiltri la politica e l'economia... ma
tralasciamo volentieri questo penoso argomento.
I contrasti fra "gli opposti schieramenti" di studiosi
riguardano un po tutti i fronti. C'è chi solleva dubbi
sull'attendibilità delle simulazioni al computer che comunque
sono e probilmente saranno l'unico mezzo per tentare di
prevedere il futuro, si discute molto sull'effettivo
quantitativo di CO2 che potrebbe esserci in futuro in atmosfera,
sugli effettivi riflessi sulle temperature e sull'innalzamento
del livello dei mari.
La cosa che sembra essere certa è il legame che c'è fra
quantità di
CO2 e aumento delle temperature medie globali
e per lo meno da quanto sembra non esiste modello di previsione
o studio che non lo confermi. I primi disaccordi avvengono su un
importantissimo argomento. Le maggiori temperature oltre ad
accelerare il ciclo dell'acqua (stimato in un
+3 +15%
nel 2050) potrebbe
rendere più umida l'aria e il disaccordo è sul
dove
tale umidità andrà a concentrarsi e quali effetti potrà avere
sulla copertura nuvolosa che si tradurrà di conseguenza in un
possibile ulteriore
aumento
oppure in
abbassamento delle temperature
a seconda del
livello e dello spessore della stessa che ne cambierebbe il
potere riflettente e la capacità di respingere verso il basso il
calore.

A livello
europeo
comunque si conferma la possibilità dell'aumento delle
precipitazioni e fenomeni violenti al nord (di cui proprio
LOTHAR potrebbe essere un segnale) e maggiori condizioni
siccitose al sud con il progressivo scivolamento verso nord
delle fascie climatiche che riguarderebbe quindi vegetali e
animali.
Per l'Italia
le
proiezioni sembrano orientarsi ancora verso il progressivo
scioglimento dei ghiacciai alpini (già in atto da molti anni),
innalzamento del livello del mare di circa 20 cm e slittamento
verso nord delle coltivazioni, possibile aumento del fenomeno
della tropicalizzazione e infine a causa dell'aumento delle
temperature marine, anche maggiori rischi di fenomeni violenti.
Si sottolinea ancora il fatto che si parla di possibile scenario
e non di certezza.
La principale controparte rimane la circolazione oceanica.

Nel
precedente articolo
si è già parlato della possibilità che lo scioglimento
progressivo dei ghiacci artici e l'aumento delle precipitazioni
possa creare delle
ANOMALIE SALINE
oceaniche
che a loro volta potrebbero interferire sullo scorrimento del
GRANDE
NASTRO TRASPORTATORE.
Se il flusso dovesse rallentare le ripercussioni termiche in
particolare per l'Europa centro-settentrionale sarebbero
notevoli e di segno opposto. Le calde correnti provenienti dal
Golfo non arrivando più genererebbero infatti un calo delle
temperature anche di 5-10°C su tali Paesi.
L'Europa potrebbe quindi avere uno scenario futuro più caldo ma
anche uno più freddo. Nessuno al momento può dire con certezza
cosa avverrà ma si farebbe bene che si intervenisse intanto con
fermezza sia sulla riduzione delle emissioni di CO2 (ridicolissimo
l'accordo o meglio il disaccordo di Kyoto) che sullo sviluppo
delle fonti alternative naturalmente cominciando a pensare fin
da ora ai possibili rimedi da adottare per gli ormai inevitabili
cambiamenti già in atto.
       
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