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LE NUVOLE
Le
nuvole, si formano quando una massa d'aria contenente un certo
valore di umidità sale verso l'alto a causa di diversi fattori,
fino ad incontrare il punto di condensa.
Alla base della formazione delle nuvole, quindi, ci sono due
elementi fondamentali: l'umidità della massa d'aria e i
meccanismi che ne determinano l'ascensione.
Il primo concetto da affrontare è sicuramente quello di
umidità relativa
delle masse d'aria.
La fisica stabilisce che in un dato volume d'aria, ad esempio 1
metro cubo, l'acqua che può essere contenuta allo stato gassoso
senza che essa divenga liquida, varia a seconda della
temperatura della massa stessa.
A parità di volume infatti, una massa d'aria calda può contenere
più acqua rispetto ad una di aria fredda.
Se un metro cubo d'aria fredda a 10°C avesse un contenuto di
vapore acqueo di circa 10cm3, essa avrebbe raggiunto il 100% di
umidità relativa per cui è al suo
punto di condensa,
cioè oltre questo valore l'acqua ritornerebbe allo stato
liquido; se invece la stessa quantità d'aria, fosse a 30°C,
sempre con lo stesso contenuto di vapore acqueo, avrebbe solo il
30% circa di umidità relativa per cui prima di condensare
avrebbe bisogno o di aumentare notevolmente il contenuto in
vapore acqueo o di raffreddarsi. Affinché una massa d'aria possa
raffreddarsi, c'è bisogno che salga verso l'alto e questo può
avvenire in tre modi:
1)
CONVEZIONE: quando il suolo è
riscaldato dal sole si creano delle grosse bolle d'aria che si
staccano da terra e vanno verso l'alto;
2) FRONTI
ATMOSFERICI:
quando due masse d'aria a diversa
temperatura si incontrano quella fredda si incunea sotto quella
calda forzandola a salire. ( vedi:
I Fronti )
3)
SOLLEVAMENTO OROGRAFICO:
quando una massa d'aria è costretta a
salire incontrando un rilievo montuoso. (vedi:
Le nuvole/ Strati/ Strato Orografico)
Nella sua ascesa, il raffreddamento della massa d'aria avverrà
oltretutto più o meno velocemente a seconda che ci si trovi in
condizioni atmosferiche stabili o instabili. Nel primo caso
avremo un raffreddamento di circa 0,6-1°C ogni 100m di altezza,
nel secondo sarà più di 1°C.

Il tipo di
stabilità ci farà capire anche il tipo di nuvola che si formerà e
quindi i fenomeni annessi che possono verificarsi. Attraverso le
osservazioni dei palloni sonda abbiamo oggi a disposizione dati
riguardanti tutto il profilo verticale dell'area presa in esame. Se
abbiamo aria calda nei bassi strati e fredda negli alti strati si
dice che ci troviamo in atmosfera
instabile
con possibile formazione di
CUMULI,
se avviene invece il contrario ci troviamo in
atmosfera stabile
con possibile sviluppo di
STRATI.
( è' possibile
accedere alle schede con le foto delle nuvole clickando su CUMULI o
su STRATI qui sopra ).
All'interno
delle nuvole formatisi, le goccioline continueranno a fluttuare
nell'aria ma se le condizioni lo permetteranno, scontrandosi si
uniranno e si ingrandiranno fin quando diverranno tanto pesanti da
non essere più sostenute in aria dai moti ascensionali, per cui
cadranno sotto forma di pioggia se siamo a temperature sopra lo zero
o sotto forma di neve o grandine se siamo sullo o sotto lo zero.
CUMULI
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CUMULUS
HUMILIS |
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Quota:
Da 600 a 1000 m |
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Fenomeni:
Nessuno |
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Cause:
Convezione Debole |
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E'
una piccola nuvola lunga e piatta che si forma per debole convezione.
La sua base è piatta e si forma dove ha inizio la condensazione e la
sommità è arrotondata.
Essa non produce precipitazioni ed è sinonimo di condizioni ancora
stabili. |
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CUMULUS
MEDIOCRIS |
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Quota:
Da 600 a 1250 m |
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Fenomeni:
Nessuno |
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Cause:
Convezione Debole o Moderata |
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E'
una piccola nuvola che si forma per moderata convezione, quindi più
alta della humilis.
Anch'essa non produce precipitazioni ma è sinonimo di condizioni che cominciano a definirsi instabili. |
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CUMULUS
CONGESTUS |
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Quota:
Da 600 a 5500 m |
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Fenomeni:
Possibili rovesci |
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Cause:
Convezione moderata |
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E'
una nuvola che si forma quando ci troviamo in condizioni di instabilità
con una convezione che comincia ad avere un certo rilievo.
La sua base è piatta con la sommità più appuntita rispetto alla
mediocris .
Essa può produrre precipitazioni anche di un certo rilievo. |
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CUMULONIMBUS
CALVUS |
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Quota:
Da 1000 a 9000 m |
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Fenomeni:
Rovesci
intensi e ventosi |
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Cause:
Convezione molto intensa |
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E'
una nuvola che si forma in condizioni di forte convezione e instabilità
spesso dovuta a fronti freddi.
L'evoluzione verticale potrebbe trasformarla in cumulonimbus capillatus
responsabile dei temporali. |
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CUMULONIMBUS
CAPILLATUS INCUS |
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Quota:
Da 1000 a 10000 m |
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Fenomeni:
Temporali con
forti venti |
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Cause:
Convezione molto intensa |
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E'
una nuvola che si forma in condizioni di forte instabilità che la porta
a toccare la tropopausa, e visto che oltre non si può andare la
sommità si schiaccia e si allunga dando l'idea della forma a incudine.
Essa porta con se temporali associati a forti venti, rovesci e possibili
grandinate. |
I
CUMULI così come gli
strati possono anche essere classificati in base all'altezza in cui avviene
la condensazione. Se essa avviene sui bassi strati le nuvole prendono i nomi
indicati nelle schede, ma se la condensazione avviene nelle quote medie ( 2000 -
5000 m ) prendono il prefisso
ALTO- per cui avremo Altocumuli che possono
essere di vario tipo come altocumuli ondulati, stratiformi, castellanati,
lenticolari a seconda della forma che assumono. Ovviamente ogni forma assunta
deriva da condizioni diverse che li genera.
Il più rilevante fra gli altocumuli è senza dubbio il castellanato o meglio l'
ALTOCUMULUS CASTELLANUS, perchè è indice di infiltrazioni di aria
fredda al di sopra della nuvola stessa che potrebbe nel giro di poche ore far
aumentare l'instabilità sfociando addirittura in cumulonembi temporaleschi. I
meteorologi ne seguono quindi lo sviluppo per prevedere possibili temporali
nelle ore seguenti.
Se la condensazione avviene invece alle quote più alte cioè oltre i 5000 m si
parlerà di CIRRI per cui avremo cirrocumuli. Avvenendo la
condensazione a così alte quote, data la temperatura molto bassa il vapore
acqueo si trasformerà in cristalli di ghiaccio. Le nuvole di questo tipo se si
intensificano possono prevedere l'arrivo di un fronte.
STRATI
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STRATUS |
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Quota:
Da 0 a 2000 m |
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Fenomeni:
Deboli piogge
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Cause:
Sollevamento di una grande massa d'aria |
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Gli
strati sono una fascia di nuvole di forma piatta che si formano quando
una grande massa d'aria caldo-umida si solleva fino al livello di conden-
sazione. Tutto ciò avviene in atmosfera stabile.
Sono quindi di notevole estensione ma portano con se al massimo deboli
pioggerelle. |
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STRATO
OROGRAFICO |
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Quota:
Sulla sommità di rilievi |
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Fenomeni:
Deboli piogge o nebbie
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Cause:
Sollevamento di aria umida contro i rilievi. |
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Gli
strati orografici sono una fascia di nuvole di forma piatta che si formano
quando una massa d'aria caldo-umida si solleva incontrando dei rilievi
fino al raggiungimento del livello di condensazione. Tutto ciò avviene
in atmosfera stabile. I fenomeni associati sono scarsi con possibilità
di pioviggine o nebbie. |
Gli
STRATI
così come i cumuli
possono anche essere classificati in base all'altezza in cui avviene la
condensazione. Se essa avviene alle basse altitudini le nuvole prendono i nomi
indicati nelle schede, ma se la condensazione avviene alle medie altitudini
cioè tra i 2000 e i 5000 metri d'altezza prendono il prefisso
ALTO- per cui
avremo Altostrati, che verranno poi classificati in base alla forma
assunta come ad esempio gli altostrati ondulati, ecc.
Se la condensazione avviene invece alle quote più alte cioè oltre i 5000 m si
parlerà di CIRRI per cui avremo cirrostrati. Avvenendo la
condensazione a così alte quote, data la temperatura molto bassa il vapore
acqueo si trasformerà in cristalli di ghiaccio. Le nuvole di questo tipo se si
intensificano possono prevedere l'arrivo di un fronte.
       
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