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TEMPORALI
I
temporali rappresentano sicuramente uno dei fenomeni meteorologici più affascinanti ma anche
più pericolosi che ci siano. A seconda della causa che li genera, vengono definiti Orografici, Frontali o di
Calore. I più rappresentati sono senza dubbio questi ultimi, che
molto spesso si formano durante i pomeriggi o le serate
estive in conseguenza a giornate molto calde, umide e soleggiate. Durante la giornata infatti, parte della grande quantità di calore assorbito
dal terreno, finisce per essere restituito all'aria sovrastante attraverso la
formazione di grandi bolle d'aria (termiche). Queste, distaccandosi dal terreno salgono
verso l'alto trascinando con se l'umidità che ad una certa altezza
condensa generando un semplice cumulo. Se la quantità di calore e di umidità è molto elevata, durante il processo di
condensazione si libererà di nuovo una grande quantità di calore (calore
latente di condensazione), che non farà altro che alimentare di nuovo l'ascesa
del cumulo. Se le condizioni atmosferiche lo permettono, il processo continuerà a
ripetersi fin quando la nuvola raggiungerà il limite della troposfera cioè a
circa 10-12.000 metri d'altezza, dove la temperatura sarà talmente bassa (anche
-60°C) da impedire alla massa di salire ancora. I venti associati ai temporali altro non sono che quelli provocati dalla salita
e dalla discesa dell'aria all'interno della nuvola.
Quando un temporale si trova a circa 10-20 Km di distanza e si dirige verso di
noi, il primo vento che avvertiremo sarà in direzione della nuvola. Questi
venti d'aspirazione (inflow) sono quelli che si erano inizialmente generati dalle
termiche e rispetto al temporale si trovano in posizione avanzata. Quando saremo a pochi chilometri di distanza dal cumulonembo noteremo invece che il vento tenderà
prima a fermarsi ("la calma prima della tempesta !") e poi a invertire la propria direzione.
Questo vento deriva dalle correnti che
discendono dall'apice della nuvola (outflow) ed è più forte e freddo dei precedenti
infatti, può
raggiungere perfino gli 80 Km/h di velocità ed avere una temperatura di circa 5-10 °C
inferiore rispetto all'aria presente a terra. Insieme ad esso scenderanno naturalmente le precipitazioni che potranno anche
essere di forte intensità. Una volta passato il temporale la direzione del vento si invertirà nuovamente.
Questo perché i venti discendenti, quando toccano terra, si aprono a ventaglio
come potete vedere nell'immagine sottostante.

Se si vuole stabilire qual è la distanza tra noi e il temporale, oltre a notare la direzione
dei venti, è possibile contare i
secondi che intercorrono fra il fulmine e il tuono; sapendo che il suono percorre 300 metri al secondo,
si può fare un rapido
calcolo per stabilire il punto dove è caduto il fulmine e quindi sapere dov'è il
temporale. Ricordiamo infine, che la grandezza media di un Cumulonembo è di circa 20-30 Km
e al suo interno sono generalmente presenti contemporaneamente tre cellule
temporalesche attive, questo perché la loro vita media è di circa 45 minuti e
il loro ritmo di rigenerazione è di circa 15 minuti.
LO SAPEVATE CHE.....
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IN
QUESTO MOMENTO NEL MONDO CI SONO CIRCA
3.000 TEMPORALI
ATTIVI
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LA
VELOCITA' DI SPOSTAMENTO DI UN TEMPORALE PUO' RAGGIUNGERE I
100
KM/H ALLE NOSTRE LATITUDINI
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OGNI
GIORNO PIU' DI 5.000.000 DI FULMINI
COLPISCONO LA
TERRA
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LA
LUNGHEZZA MASSIMA DI UN FULMINE PUO' RAGGIUNGERE I
20 KM
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L'
INTENSITA' DI CORRENTE MASSIMA DI UN FULMINE PUO' SUPERARE I 20.000
AMPERE
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LA
TEMPERATURA MASSIMA DI UN FULMINE PUO' SUPERARE I
30.000
GRADI CENTIGRADI
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UN
TUONO PUO' ESSERE UDITO DALL'UOMO FINO A
25 KM DI
DISTANZA
Per
integrare l'argomento è presente all'interno del sito un articolo dedicato ai
FULMINI
       
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