CAMBIAMENTI CLIMATICI

 

Le normali variazioni climatiche, seguono un andamento che oggi e' piu' o meno conosciuto e quindi sono implementate nei modelli matematici che elaborano le previsioni del tempo.
A scala planetaria, ci sono ad esempio delle variazioni climatiche legate all'attivita' del
Sole:
il Sole, oltre naturalmente a permettere la vita e ad essere il motore dei fenomeni meteorologici, e' responsabile di variazioni periodiche del clima legate all'attivita' delle
macchie solari.
Queste ultime, sono delle zone piu' fredde ( 4500°C anziche' 5500°C medi ) formate a causa di variazioni del campo magnetico, che si spostano sulla superficie con movimento lento, andando dai poli verso le zone equatoriali convergendo e rafforzandosi per poi ritornare indietro chiudendo un ciclo che dura
circa 11 anni.
Questa attivita', provoca intense "tempeste" magnetiche che arrivano anche sulla Terra determinando disturbi alle comunicazioni radio e soprattutto variazioni delle temperature e quindi del clima. Nel passato, si dice che variazioni anomale di questo ciclo abbiano causato mini-glaciazioni o super-aumenti delle temperature per cui il fenomeno e' ancora in fase di studio.

Altre variazioni climatiche sulla Terra si verificano da sempre, come quelle legate alla deriva dei continenti, alla variazione del grado d'inclinazione dell'asse del pianeta e alle variazioni dell'orbita intorno al Sole.

 

                 

 

Tra le variazioni climatiche a scala globale piu' conosciute e regolari troviamo quelle del cambio delle stagioni e delle oscillazioni biennali dei venti della Stratosfera equatoriale ( QBO ) che invertono la direzione a cadenze regolari provenendo prima da Est e poi da Ovest.

In questi ultimi anni e' aumentato l'interesse per due fenomeni noti con il nome di "EL NINO" e di "LA NINA" che altro non sono che uno degli effetti del cambiamento della circolazione oceanica e climatica che provoca forti cambiamenti del tempo nelle aree interessate.
La periodicita' del primo fenomeno e' di circa 4 anni e la sua durata e' di circa di 1 anno. A breve scadenza EL NINO e' gia' stato inserito nei modelli matematici di previsione ma ancora poco si sa su gli effetti e i cambiamenti che possono verificarsi a lunga scadenza.

 

 

EL NINO, che si verifica nell'Oceano Pacifico equatoriale compreso fra Australia - Indonesia e il Sud America, e' divenuto famoso per i gravi effetti che provoca, che spaziano dalle condizioni di grave siccita' a quelle di forti inondazioni, mietendo centinaia di vittime specie nei paesi piu' poveri soprattutto a causa dello sviluppo di gravi malattie. Sembrerebbe strano, ma la maggior parte delle vittime infatti, non sono causate dall'evento meteorologico in se bensi' dalle ripercussioni sanitarie che ne derivano. Le eccessive piogge incrementano la presenza di plancton portatore del colera nei fiumi Sud americani e Africani, che va ad inquinare poi le falde e i pozzi d'acqua. I ristagni d'acqua fanno incrementare la presenza di zanzare anofele portatrici della malaria.
Anche la siccita' naturalmente provoca danni alle coltivazioni, agli allevamenti e alle persone piu' deboli ripercuotendosi quindi sulle vita e sull'economia del paese.
Capire meglio gli effetti di EL NINO potrebbe far allertare in anticipo le strutture sanitarie, potrebbe permettere di scegliere meglio il tipo di coltivazione da attuare magari preferendo specie dal ciclo vitale piu' breve e con maggiori possibilita' di conservazione, ecc..

Anche se gli effetti del NINO sono molto importanti, ancora piu' importante e' lo studio del vero problema che oggi interessa tutto il mondo: l'EFFETTO SERRA.
Di per se quest'ultimo rende vivibile la Terra, infatti, se non ci fossero i gas serra a produrre tale effetto le temperature durante la notte sarebbero di molti gradi sotto lo zero ( anche - 20°C ) e di giorno sarebbero al contrario molto alte. Il problema che abbiamo oggi e' che l'uomo con le sue attivita' sta sconvolgendo questo equilibrio introducendo in atmosfera una quantita' eccessiva di anidride carbonica e al tempo stesso continua a distruggere le foreste che rappresentano l'unico elemento che serve a consumare l'anidride carbonica.

 

                    

 

Cosi' facendo, il pianeta si sta lentamente riscaldando e anche se le temperature medie stanno salendo di un grado o due nell'arco di anni, l'effetto che provoca e' notevole a cominciare da periodi di forte siccita' alternati a inondazioni che causano danni a carico della biodiversita' e all'uomo stesso specie nei paesi piu' poveri.
Le previsioni per il futuro sono allarmanti, le previsioni piu' negative parlano di un aumento della temperatura media globale
da 1,5 a 4,5°C nell'arco di 50 anni con aumenti piu' evidenti ai poli, gia' oggi si dice che l'ultimo decennio sia stato il piu' caldo degli ultimi 1000 anni.

 

 

Alle medie latitudini gia' oggi stanno aumentando le temperature medie e le piogge sono meno frequenti ma molto piu' abbondanti. Le condizioni del tempo variano molto velocemente e i fenomeni estremi sono piu' ricorrenti, basti pensare al gran numero di tornado alternati alle ondate di caldo che hanno colpito gli Stati Uniti in questi ultimi anni. Anche se si tratta di paesi molto sviluppati, difficilmente e' possibile proteggersi dagli effetti devastanti di un tornado o dalle ondate di calore che ogni anno provocano decine e decine di vittime soprattutto appartenenti alle categorie piu' a rischio come anziani, bambini e malati.
Non dimentichiamoci che in questi ultimi anni anche in Italia del Nord si stanno abbattendo i primi tornado che non sono violenti come quelli Statunitensi ma che comunque provocano seri danni.

A scala globale, le alte temperature favoriscono gli incendi e la desertificazione, stanno consumando le masse di ghiaccio polari ( specie quelle artiche ) che determineranno un aumento del livello dei mari con seri pericoli per le popolazioni che vivono a ridosso delle coste. Tutti gli ambienti naturali subiranno delle rapide variazioni del clima che portera' all'estinzione di molte specie e quindi allo stravolgimento dell'intero ecosistema sia animale che vegetale.
Gia' oggi, molte specie si stanno spostando in zone piu' adatte alle proprie caratteristiche e lo sara' sempre di piu' in futuro. Per osservare questo, non bisogna andare molto lontano: nel Mediterraneo e' in atto un processo che alcuni studiosi definiscono
"di tropicalizzazione". Diverse specie ittiche tropicali provenienti dal Mar Rosso stanno infatti imponendosi su alcune specie locali perche' piu' adattate agli sbalzi di salinita', temperatura e ossigeno.

Non dimentichiamoci poi che il clima determina notevoli effetti sulla salute degli esseri umani. L'argomento e' tanto serio che stanno nascendo i Bio-meteorologi che studiano gli effetti delle variazioni climatiche sulla salute dell'uomo e poi attraverso lo studio dei modelli di previsione a lunga scadenza cercano di allertare i sevizi sanitari con l'avvicinarsi di ondate di tempo anomalo.
Studi effettuati in Francia in questo settore hanno evidenziato come ad esempio l'abbassamento repentino della tempera di 10 gradi sia correlato ad un aumento degli infarti del 13% e causi problemi in genere a cardiopatici, ipertesi, anziani e persone che hanno problemi all'apparato circolatorio.
La conferma e' venuta da uno studio effettuato in Scozia dove si e' evidenziato come le temperature basse provochino un innalzamento della pressione arteriosa legata a problemi come aritmie cardiache, emicranie, trombosi con rischi piu' evidenti per gli obesi e i sedentari.

I governi di tutto il mondo si impegnano molto per prepararsi a fronteggiare quelli che saranno i problemi del futuro legati soprattutto ai possibili danni economici e sulla salute, si pensa ad esempio al cambiamento delle sementi da impiegare nei campi o ai sistemi di irrigazione, agli allevamenti, alla realizzazioni di bacini di raccolta delle acqua potabile piu' grandi, al miglioramento delle previsioni del tempo, ma sarebbe meglio che pensassero di piu' sul come evitare di immettere in atmosfera miliardi di tonnellate all'anno di anidride carbonica rinunciando alla produzione di beni materiali di consumo non necessari per la vita.
Le colpe non sono pero' solo dei governi, in fondo ricordate che
SIAMO NOI che incentiviamo le produzioni industriali, i carburanti, l'inquinamento con le automobili, ecc.. :  se vogliamo avere un futuro migliore contribuiamo comportandoci in maniera piu' ecologica, risparmiamo l'acqua, l'energia elettrica e usiamo l'auto solo se necessario, solo cosi' i nostri figli potranno vivere in un mondo piu' vivibile e pulito.

 

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