LANCIATO IL NUOVO SATELLITE N.P.P.

 

Scienziati e studiosi di tutto il mondo hanno fatto e stanno facendo enormi sforzi per approfondire lo studio dei fenomeni atmosferici. I modelli di previsione in questi ultimi anni sono stati migliorati sia per quel che riguarda le proiezioni a lunga scadenza (clima e fenomeni climatici) che a breve o brevissima scadenza (tempo e fenomeni estremi). Stanno contribuendo e seguendo questa evoluzione anche importanti strumenti come satelliti, radar, stazioni meteo e radiosonde. I loro dati possono essere utilizzati in modo diretto dai previsori e/o essere inseriti come dati di partenza e a contorno nei modelli di previsione.

Ma il futuro riserva ancora molte sfide. Il riscaldamento globale in aumento e i conseguenti cambiamenti climatici in atto ci obbligano a porre l'accento sulle previsioni. A lunga scadenza le variazioni del clima sono infatti legate a tutti gli equilibri economici, politici e naturalmente al benessere degli abitanti della Terra. A breve scadenza invece i cambiamenti climatici sono legati alla sempre piu' ricorrente manifestazione di eventi estremi e quindi piu' direttamente alla sicurezza personale e lavorativa della popolazione.

 

 

Sempre in prima linea in questi studi e nello sviluppo dei mezzi gli Stati Uniti, anche se ormai si tratta spesso di collaborazioni internazionali.

Proprio gli Stati Uniti in questi ultimi giorni hanno chiuso un ciclo durato 12 anni in cui hanno inviato in orbita i satelliti EOS (Terra, Aqua e Aura) che forniscono informazioni sulla dinamica del sistema Terra compresi nuvole, oceani, vegetazione, ghiaccio e atmosfera.

La nuova fase che si apre oggi e' iniziata il 28 Ottobre scorso con il lancio del nuovo satellite NPP (NPOESS Preparatory Project) nato dalla collaborazione fra NASA, NOAA (servizio meteo statunitense) ed AIR FORCE.

 

 

Costato 1,5 miliardi di dollari con un peso di 2 tonnellate, e' un satellite di tipo POLARE. Percorre la circonferenza terrestre, da Polo a Polo, circa 14 volte al giorno passando quindi su un'area geografica 2 volte al giorno, una di giorno e una di notte. Viaggia a circa 800 km di quota e “scarica” i dati a terra al passaggio sulla stazione di Svalbard in Norvegia per poi essere diffusi.

Appena finita la fase di test, si occupera' di mappare, ancora piu' dettagliatamente rispetto al passato, la copertura del suolo e monitorare i cambiamenti della produttivita' vegetazionale, tracciare l'ozono, gli aerosol atmosferici cosi' come monitorare i ghiacci e rilevare la temperatura del mare e del suolo. I suoi “occhi” sono in grado di osservare le eruzioni vulcaniche, incendi, siccita', inondazioni, tempeste di polvere e uragani.

 

 

A livello climatico e ambientale

- Migliorera' l'analisi delle nubi che oltre ad essere generatrici di fenomeni precipitativi, sono in grado di influenzare il clima in base alla loro capacita' di riflettere il calore sia proveniente dal Sole (con effetto raffreddante troposferico) che riflesso dalla Terra (con effetto riscaldante troposferico).

- La piu' dettagliata rilevazione delle temperature di terra e mari migliorera' gli studi su fenomeni climatici come EL NINO e LA NINA.

- Monitorizzera' il fitoplancton e i sedimenti nei mari, la copertura forestale e dei ghiacci.

- Attraverso il monitoraggio della superficie fogliare, della fotosintesi e della luce assorbita si potranno fare osservazioni come il seguire l'andamento della siccita' o lo spostamento globale del verde (che si sta portando verso nord).

- Registrera' il bilancio radiativo terrestre (ERB) e il suo cambiamento nel tempo.

- Monitorera' lo strato d'ozono anche verticalmente come spessore e seguira' l'evoluzione del famoso buco.

 

A livello meteorologico

- I sensori saranno in grado di fotografare in alta risoluzione, sia con cielo sereno che nuvoloso, il profilo verticale atmosferico sia della temperatura che dell'umidita'. I dati serviranno per migliorare i modelli di calcolo per le previsioni.

- Monitorera' il rilascio di umidita' dagli oceani che e' alla base della formazione di nuvole e precipitazioni.

- I sensori lavoreranno insieme riuscendo a creare profili di tempeste e condizioni meteorologiche avverse. Aiuteranno cosi' nelle tecniche  di previsione a brevissima scadenza (nowcasting) oltre che nelle previsioni a lungo termine.

 

A livello di sicurezza

- E' in grado di tracciare ceneri e biossido di zolfo che vengono eruttate dai vulcani cosi' da poterne segnalare e prevedere gli spostamenti, dati essenziali ad esempio per la sicurezza aerea. Stessa cosa per le tempeste di sabbia.

- Monitorera' la presenza e diffusione degli incendi cosi' come lo spostamento della relativa nube di fumo.

- Seguira' le fuoriuscite di gregge dovute ad incidenti sulle petroliere aiutando a coordinare gli interventi per arginare i disastri ambientali.

 

 

Nei prossimi anni verranno lanciati altri satelliti dello stesso tipo che completeranno il progetto cosi' da offrire alla scienza e quindi a tutti noi grandi miglioramenti a livello di conoscenza e di conseguenza anche di previsione.

 

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