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TROMBE D'ARIA E MARINE

 

E' inutile negarlo, si puo' parlare di tutti i fenomeni meteo che vogliamo ma senza dubbio quando si cominciano a trattare i fenomeni estremi si prova sempre un emozione particolare, che sia di terrore o di profonda impotente ammirazione per queste valvole di sfogo che la natura ha creato per ristabilire velocemente un equilibrio ormai troppo compromesso.
Fenomeni estremi appunto, fenomeni che durante la loro manifestazione liberano enormi quantita' di energia dando vita in pochi istanti ad uno sconvolgimento totale di tutti quei parametri che normalmente starebbero piu' 'tranquilli' come il vento, la pressione atmosferica e le precipitazioni.
S
tiamo ovviamente parlando di tornado, trombe d'ar
ia e marine, cicloni tropicali, uragani, tempeste, ecc.... in grado di creare ingenti danni a cose e persone lungo il loro percorso. Alcuni di essi fortunatamente sono rari o del tutto assenti sul nostro Paese e per questo motivo in questa occasione tratteremo solo le trombe d'aria e marine, due fenomeni che negli ultimi anni stanno diventando piu' ricorrenti a causa delle variazioni climatiche.

 

  
                                                                                            Tromba d'aria su Fiumicino del 10-08-2002

 

Le trombe d'aria nel 2002 sono raddoppiate come numero rispetto agli anni precedenti e se vi ricordate, anche sul nostro litorale in Agosto abbiamo avuto le nostre trombe fortunatamente di breve durata e scarsa entita', una a Fiumicino e l'altra ad Ostia.
Il motivo per cui sono divenute piu' probabili e' da ricercare, come dicevo prima, nelle mutate condizioni climatiche degli ultimi anni che sta portando al cambiamento delle abitudini dei grossi centri barici semi-permanenti. Nei mesi estivi ad esempio l'anticiclone delle Azzorre tende a rimanere sull'oceano Atlantico nel luogo d'origine senza espandersi sul Mediterraneo e al suo posto tende ad inserirsi invece con prepotenza l'anticiclone nord africano, molto piu' caldo, umido e persistente. L'accumulo di enormi quantita' di calore (nell'aria e nel mare) e umidita' nei bassi strati, quindi energia
, contribuisce a generare forti temporali da cui possono nascere le trombe d'aria ma da soli non bastano. Per accendere la miccia che fa poi "esplodere" la convezione serve infatti anche l'arrivo prevalentemente in quota di una corrente fredda e piu' secca (generalmente di origine atlantica), che va a creare un forte dislivello termo-igrometrico verticale aumentando fortemente l'instabilita' atmosferica. Perche' dico prevalentemente in quota...., in effetti anche lo scontro di un fronte freddo a terra contro una massa d'aria molto calda e umida stagnante e' in grado di generare forti temporali per il violento sollevamento della massa stessa ma la maggior parte degli eventi piu' forti con genesi di trombe classificate anche
come tornado si verificano al nord. Il grosso contenitore di aria rappresentato dalla pianura padana, racchiusa fra i monti, in condizioni di alta pressione per molti giorni (tanto piu' se di origine africana) favorisce il ristagno di calore e umidita' nei bassi strati. Se in queste condizioni arriva aria fredda in quota in grado di superare l'arco alpino, l'aria fredda si trovera' a scorrere sopra la massa calda innescando un violento risucchio verso l'alto della massa caldo umida accompagnato quindi da forti velocita' verticali... e il temporale, anche intenso, e' assicurato. Se al verificarsi di temporali intensi e' presente anche una certa rotazione (ciclonica) e intensificazione dei venti al variare della quota non si puo escludere la formazione di trombe d'aria.
Durante il transito della tromba d'aria la pressione atmosferica subisce un repentino calo, anche di 20-30 hPa in pochi secondi con venti che possono raggiungere i 150 Km/h. In quest ultimo caso la pressione dinamica esercitata dal vento raggiungerebbe i 100 Kg per m2 e capite bene che e' facile che faccia dei danni ma non e' questo a dare i maggiori guai. Questo grosso aspiratutto risucchia verso l'interno un po' di tutto e all'interno dell'imbuto volano violentemente detriti che sparati a tali velocita' diventano come enormi proiettili in grado di perforare e rompere buona parte di cio' che incontrano.
La dimensione media a terra della tromba d'aria non ha nulla a che vedere con i potenti tornado ma comunque puo' raggiungere i
50-150 metri di diametro. La vita media in genere e' di 10-15 minuti perche' legata alla vita della cella temporalesca allo stadio maturo da cui nasce che compone il temporale definito multicellulare (i tornado nascono dai temporali a supercella). Per lo stesso legame, la velocita' di spostamento della tromba e' quello della cella temporalesca.

 

 

Le trombe marine seppur simili come genesi sono meno intense di quelle "di terra" poiche' l'instabilita' che puo esserci sul mare e' minore rispetto a quella che puo esserci a terra (l'acqua si scalda meno della terra).
Per questo motivo le trombe marine piu' intense si scatenano dove la temperatura superficiale dell'acqua e' maggiore.
Il diametro della base e' di
qualche metro e la velocita' del vento al suo interno raramente supera i 100 Km/h ma comunque in grado di creare pericolo ai naviganti e di fare danni alle imbarcazioni e alle strutture lungo la costa, se la raggiunge.
Trombe marine meno forti ma piu' probabili poiche' e' noto che possono nascere da un semplice
cumulo congesto e tra l'altro... "hanno il piacere di presentarsi spesso con tutta la famiglia". Chi ha assistito al fenomeno avra' notato che la tromba marina molto spesso non appare da sola ma fa parte di un gruppetto anche di 4-5 trombe (come e' successo lo scorso anno da noi) ma ho letto che in alcuni casi se ne sono osservate fino a 20-30 insieme.
La loro vita e' molto breve,
3-5 minuti in genere e si dissipano spesso avvitandosi su se stesse per poi svanire in pochi istanti nel nulla.

Sul nostro litorale negli ultimi anni le trombe marine sembrano essere maggiormente ricorrenti poiche' il Mediterraneo come detto moltissime volte, tende piuttosto a surriscaldarsi nel corso dell'estate divenendo facile "generatore di convezione" all'arrivo del primo afflusso freddo....e visto che da questo momento in poi il periodo e' propizio...stiamo attenti...